La professione dell’insegnante sta subendo un significativo squilibrio di genere: negli ultimi anni il lavoro di professori e maestre viene infatti praticato sempre più dalle donne. Un fenomeno che, secondo l’Ocse, potrebbe persino causare delle problematiche sulla formazione degli alunni.

L’Organizzatore per lo sviluppo economico ha condotto una ricerca dal titolo “Squilibri di genere nella professione docente”, andando a analizzare a fondo il sempre più crescente processo di femminilizzazione dell’insegnamento. In alcuni stati presi in esami dall’Ocse, gli insegnanti donna arrivano addirittura al 68% del totale.

“Persistenti squilibri di genere nella professione di insegnante – fa sapere l’Ocse – hanno sollevato una serie di preoccupazioni. In allcuni paesi come il Regno Unito hanno attuato politiche che incoraggiano l’assunzione di insegnanti di sesso maschile”. Una preoccupazione data da questi dati è anche il possibile riverbero che la predominanza di insegnanti donna potrebbe avere sui risultati degli alunni: “Data l’entità del fenomeno – spiegano i ricercatori – sarebbe interessante indagare il potenziale impatto del divario di genere nell’insegnamento, per esempio, sui risultati di formazione o di carriera”.

Snocciolando i numeri, secondo i dati raccolti dall’Ocse in Europa le donne insegnanti sono quasi la totalità nelle scuole dell’infanzia, con il 97% (in Italia si arriva addirittura al 99,3%). Il trend va poi a calare salendo nei livelli formativi superiori: elementari 85%, medie 68% e superiori 58%. In Italia la situazione è ancora più marcata con il 3,64% di maestri alle elementari, il 21,94% di professori alle medie e il 34,26% alle superiori. La situazione potrebbe però cambiare leggermente in futuro: tra i docenti italiani under 35, infatti, sono maggiori le percentuali di uomini e in crescita rispetto al 2015/16.