“Quando la vedo non posso non pensare a un orango”. Roberto Calderoli ha detto testuali parole alla festa della Lega Nord a Treviglio rivolgendosi con toni offensivi e imbarazzanti a Cecile Kyenge: il Ministro dell’Integrazione riceve l’ennesima offesa da parte di esponenti leghisti. Una violenza verbale che per migliaia di italiani che non può non essere accettata e non può non avere conseguenze. In rete sono molti a pretendere le dimissioni dell’autore del Porcellum, invitato celermente a lasciare la vice presidenza di Palazzo Madama.

Calderoli, su invito di alcuni cronisti del Corriere, si è scusato con il ministro Kyenge: ”Mi ha telefonato ed io ho accettato le scuse – ha detto all’ANSA -. Ma il nodo istituzionale resta: ciascuno deve tener presente sempre la carica che riveste. Caso chiuso? Il caso non è mai esistito a livello personale, resta aperto a livello istituzionale”. Su Twitter l’hashtag #Calderoli resta trend topic. Gad Lerner parla di “governo che non può ignorare l’insulto razzista. Questa è violenza, non libertà d’opinione” mentre molti sottoscrivono la richiesta di dimissioni lanciata da Khalid Chaouki, deputato del Pd e responsabile dei Nuovi Italiani.

I messaggi di solidarietà arrivano da diversi fronti. Il premier Enrico Letta si affida a Twitter: “Avanti Cecile col tuo lavoro! Siamo con te. Inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli”. Per il Presidente del senato, Pietro Grasso, “non ci sono giustificazioni. Al ministro Cecile Kyenge va tutta la mia solidarietà e l’invito a proseguire nel suo eccellente lavoro con rinnovato entusiasmo. Gia’ troppe volte il ministro e’ stato attaccato sul piano personale per la sua provenienza e per il colore della sua pelle, offese inaccettabili in un paese che si vuole moderno, democratico e civile. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo mostrando rispetto e decoro in ogni occasione, anche agli incontri di partito, di dare l’esempio e dimostrare che la politica può e deve indicare la strada verso il futuro, non rivangare i più riprovevoli rigurgiti razzisti che speravamo fossero ormai alle nostre spalle.La quantità di messaggi che mi stanno arrivando in queste ore mi danno pero’ la felice certezza che i cittadini del nostro Paese rifiutano questi comportamenti in modo netto e totale”.

La condanna arriva anche da Mara Carfagna (PdL) mentre il segretario del Pd Epifani chiede le dimissioni immediate. Marco Taradash rilancia: “Non guarderò più in faccia un senatore di qualunque partito che non chieda le dimissioni di Calderoli da vicepresidente del Senato”. Non manca l’ironia come quella dello scrittore Erri De Luca: “Lo stordito leghista estivo ha visto un orango: era la sua immagine di molto migliorata, allo specchio”.