Al ministro Cecile Kyenge, dopo aver rifiutato di partecipare alla festa della Lega Nord, arrivano le scuse del Carroccio e da uno dei più stimati rappresentanti del partito, il sindaco di Verona, e vice segretario leghista, Flavio Tosi.

Dopo gli attacchi che le sono stati rivolti, da parte di diversi esponenti leghisti, le parole del sindaco Tosi parlano chiaro “Le porgo le mie scuse se qualcuno della Lega l’ha offesa”, e il ministro lo ringrazia “per le sue parole”.

La Kyenge, in verità, aveva chiesto un intervento diretto del segretario del partito Roberto Maroni affinché mettesse fine agli attacchi, ma l’intervento non c’è stato, e per questo motivo il ministro aveva rifiutato di partecipare ad un incontro pubblico, organizzato dalla Lega Nord a Cervia.

Tosi e il ministro dell’integrazione si sono incontrati durante l’Africa Summer School, il sindanco ha voluto esprimere tutta la sua solidarietà all’esponente governativo,  “Se qualcuno della mia parte politica l’ha offesa e se qualcuno non le ha fatte, fermo restando che in democrazia si possono avere idee diverse, ma il rispetto come ministro e soprattutto come persona e come donna è una cosa dovuta”. Tosi ha anche espresso al ministro “la solidarietà della città di Verona e la mia personale per gli insulti che le sono stati rivolti”. (foto by InfoPhoto)

Il sindaco di Verona ha cercato anche di “giustificare” le mancate parole del suo segretario, “Tra il segretario Roberto Maroni e il ministro Cecile Kyenge non c’è stata una polemica aspra. C’è stato qualcuno che nella Lega Nord, in maniera stupida, ha sbagliato insultando il ministro. E la Lega ha preso provvedimenti. Qualcuno si è anche scusato in maniera corretta e vera. Però Maroni, il sottoscritto e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, hanno avuto un approccio molto concreto e pragmatico con il ministro”.

Il sindaco ha anche evidenziato che il confronto “va fatto sui contenuti”, così, ha concluso “si evitano polemiche inutili che tanto non servono a nulla né agli italiani, né agli stranieri, né al Paese”.