Faceva la cuoca volontaria ai Mondiali Antirazzisti (svoltisi dieci giorni fa a Bosco Albergati) facendosi chiamare Beyoncé. In realtà il suo nome è Giulia ed è la figlia più piccola del Ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, vittima di continui attacchi razzisti, ultimo quello vergognoso di Calderoli. Giulia ha 17 anni, vive a Modena e frequenta il liceo classico. Ancora prima che scoppiasse l’ennesima polemica leghista sulla madre, ha rilasciato una bella intervista al canale web Yalla Yalla, un portale dedicato ai migranti di seconda generazione.

Si parla di tutto. Discriminazione, xenofobia, sogni e famiglia: “Sembra strano ma qualsiasi nero che vedo per strada è come se fosse mio fratello”. Giulia ha affermato di non essere mai stata bersaglio di episodi di razzismo: “Mi sono sempre sentita molto italiana e i miei compagni mi hanno sempre trattata come italiana. In Italia non sono tutti abituati a pensare che viviamo in una realtà multietnica. Si tende sempre a pensare al diverso, quando il diverso è dentro di noi”.

La figlia della ministra Kyenge ha continuato dicendo: “Secondo me il razzismo è pura ignoranza. La persona razzista è una persona che non conosce e che ama giudicare”. Per Giulia la ricetta contro il razzismo si può riassumere in tre consigli: vivere in pace, viaggiare molto e leggere molto. Se lo facessero tutti sarebbe già un ottimo inizio.

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Ecco la sua intervista integrale