Luca Varani è stato massacrato lo scorso 4 marzo da Manuel Foffo e Marco Prato e oggi si è svolto il suo funerale nella chiesa di Santa Gemma, a Casalotti. Il feretro è stato accolto verso le 10 da un lungo applauso. Due ore prima, papà Giuseppe, mamma Silvana e zia Cinzia – insieme ad altri parenti – si erano trovate al Verano, dov’era stata allestita la camera ardente. Sul sagrato della Chiesa oltre alle centinaia di persone che hanno voluto dare un ultimo saluto al ragazzo massacrato a coltellate e colpi di martello c’era uno striscione con al centro la sua foto in cui si leggeva: “Giustizia per Luca: il tuo sorriso rimarrà per sempre nei nostri cuori“, corone di fiori sul porticato, un collage di foto di Luca mostrato dagli amici alle telecamere e cartelli affissi sulle colonne che vietavano l’ingresso a giornalisti e fotografi “per espressa volontà della famiglia“.

Fuori dalla chiesa, qualche amico ha colto l’occasione per dire qualcosa in più di Luca “Lavorava come me in carrozzeria, l’ultima volta l’ho visto il giorno prima dell’omicidio. Era un ragazzo eccezionale, veniva a lavorare con il sorriso e staccava con il sorriso. Ora è importante che ci sia giustizia per quelle due belve. La ‎paura è che i responsabili non scontino la giusta pena“. Il proprietario della carrozzeria in cui lavorava spiega che “Abbiamo conosciuto solo i lati buoni di Luca. Era bravo, intelligente, un lavoratore, amante della fidanzata e delle cose semplici della vita. La sua ingenuità si è rivelata fatale“. Parla anche un suo compagno di classe per dire che “Luca era uno tranquillo anche se è capitato in una situazione sbagliata. Era diverso da ‎come è stato dipinto dopo l’accaduto. Veniva a scuola con entusiasmo. La sua vita era andare in giro con gli amici, i compagni, la fidanzata. Si dava da fare, faceva lavoretti“.

Cos’altro dire? Il parroco che ha benedetto la bara si è chiesto “Signore, perché non hai fermato quelle mani?“. E poi palloncini bianchi, lasciati volare in aria al termine del funzione tra i cori “Giustizia, giustizia“, gli applausi, e le frasi ripetute tra le lacrime – “Ciao Luchè. Non ti preoccupare, ci pensiamo noi a finire quello che hai iniziato tu. Non si può morire così, ora chi lo riempie tutto questo vuoto?“. Intanto il carro funebre si dirigeva verso il cimitero di Prima Porta.