Ogni cosa è illuminata (titolo originale: Everything is illuminated) è il primo libro dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer. Pubblicato nel 2002 e divenuto un vero e proprio caso editoriale, il romanzo si ispira alla vicenda personale dell’ autore, che nel 1999 viaggiò in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno, emigrato negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste.

La vicenda, ironica e straziante al tempo stesso, narra di un giovane ebreo americano, Jonathan, che colleziona in maniera ossessiva tutti gli oggetti che richiamano la storia della sua famiglia. Trovata una fotografia che ritrae suo nonno in compagnia di una donna sconosciuta (che si presume lo abbia salvato dai nazisti), decide quindi di recarsi in Ucraina per indagare la sua identità e ritrovare le proprie origini. L’ unico indizio in grado di guidarlo nella sua ricerca è quella vecchia foto, ma ad accompagnarlo in questo viaggio ci saranno  Alexander Perchov, detto Alex, della locale agenzia “Viaggi Tradizione”, suo nonno, che a dispetto della presunta cecità continua a guidare l’ auto e il loro cane puzzolente, Sammy Davis Jr Jr.

Un libro fuori dagli schemi, che utilizza un linguaggio denso e nuovo e si sviluppa attraverso un susseguirsi di salti temporali e flashback. Un romanzo che suscita emozioni contrastanti, sorrisi e malinconia, ma anche rabbia e risentimento. Una storia che ci proietta in un racconto che mescola sogni e realtà, da cui, nel 2005, è stato tratto l’ omonimo film (per la regia di Liev Schreiber), acclamato da critica e pubblico.

Ogni cosa è illuminata appare da subito una lettura esilarante, in cui, tuttavia, ogni situazione e personaggio cela molto più di quanto immediatamente comunica. Si tratta infatti di un libro in grado di commuovere, colpire dritto al cuore e lì rimanere. Il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer, “Molto forte, incredibilmente vicino”, risale invece al 2005.