Il mese di novembre si apre con due importanti celebrazioni, momenti per riflettere e ricordare: il 1° si festeggiano i Santi, mentre il giorno successivo, il 2 novembre, è il giorno dedicato al ricordo dei defunti, una giornata ricca di significati religiosi, che si fondono con antichi riti e credenze popolari.

Il giorno di Ognissanti, festività cristiana e civile, celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi canonizzati e non ed è popolarmente considerato l‘onomastico delle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Le origini di questa Festa sono lontanissime: i primi resoconti scritti risalgono a Tertulliano e a Gregorio di Nizza (223-395 d.C.), ma solo le pagine scritte da Sant’ Ephraem, morto nel 373 d.C., danno una sicura testimonianza della “festa celebrata in onore dei martiri della terra” il giorno 13 maggio. La solennità, dunque, nacque nel nord Europa e giunse a Roma il 13 maggio del 609 d.C., quando Papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria e a tutti i martiri. Le ragioni dello spostamento della data al 1° novembre non sono però certe. Sembra che fin dall’800 d.C. Alcuino, consigliere di Carlo Magno, propose di stabilire la santissima solennità di tutti i Santi in questa data e di celebrarla con una festa di tre giorni nel tentativo di cristianizzare la festa pagana del Capo d’anno Celtico, che cadeva ai primi di novembre. E’ infatti nel VII secolo che Papa Gregorio II stabilì la data del 1 novembre, presumibilmente per far coincidere la festività con l’antica festa celtica di Samhain.

I celti divideva l’anno solare in due periodi: quello della nascita e rigoglio della natura e quello del letargo invernale. L’entrata in questi due periodi veniva festeggiata durante il mese di maggio e a metà autunno, rispettivamente con i giorni di Beltane e Samhain. Ma, sempre nello stesso periodo storico, anche presso i romani si celebrava un giorno simile, in onore di Pomona, quando si salutava la fine del periodo agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti. Quindi, quando Cesare conquistò la Gallia, le due feste, celtica e romana, si integrarono e i giorni di festeggiamento cadevano, a secondo delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre.

Al significato di questa festa, in origine prettamente agricola e pagana, dal VII secolo andò così affiancandosi  quello spirituale e religioso. Con l’avvento al soglio pontificio di Papa Bonifacio IV si tentò poi di tramutare definitivamente la festa da pagana a cristiana, dandone così un significato puramente religioso. Per rimuovere ogni residuo di paganesimo, l’idea originale fu quella di abolire le celebrazioni di Samhain, decisione che però avrebbe scatenato le ire del popolo, ancora molto ancorato alle antiche tradizioni. Nonostante i vari tentativi di sradicare il culto, le riforme non ebbero quindi esito, cosicché, per tentare quantomeno di rafforzarne la valenza religiosa, la chiesa introdusse nel X secolo una nuova festa, quella dedicata ai morti, che cade il 2 di novembre.

Nel 1475 la festività di Ognissanti venne poi resa obbligatoria in tutta la Chiesa d’occidente da Sisto IV, ma il culto pagano, in special modo quello celtico, è sopravvissuto nella cultura dei popoli europei fino ai giorni nostri. Infatti la notte di “Nos Galan-Gaeaf “  viene rievocata tutt’oggi nell’appena trascorsa notte di Halloween, il cui significato è proprio vigilia di Ognissanti o di Tutti i Santi (All Hallows = Tutti i Santi + eve = Vigilia).

Infine, il 1° giugno 1949 la Costituzione italiana, come quella di altri paesi europei (Austria, Belgio, Spagna, Francia e Grecia) inserì il giorno di Ognissanti tra quelli considerati “festivi, agli effetti dell’osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici“.

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