Bella batosta per la catena di supermercati Lidl che dovrà pagare una maxi multa da 550 mila euro a causa della vendita di falso olio extravergine d’oliva a marchio “Primadonna”.

L’inchiesta, realizzata nel 2015 dal mensile “Test Salvagente”, aveva analizzato l’olio extravergine d’oliva prodotto da ben 20 marche riscontrando nei suddetti prodotti vari indicatori di scarsa qualità tra cui muffa, rancido, umidità e riscaldo. L’intervento successivo del PM Guariniello e dei NAS aveva confermato irregolarità in alcune marche in particolare: Carapelli, Bertolli, Sasso, Primadonna, Coricelli, Santa Sabina e Antica Badia. La prima pesante condanna arrivata dall’Antitrust è, quindi, caduta sul prodotto venduto nei Lidl italiani in quanto nelle confezioni è stata accertata la presenza di olio vergine d’oliva a differenza di quanto indicato sull’etichetta. Adesso non resta che aspettare le direttive nei confronti delle altre marche e, intanto, la Coldiretti ha dato conferma che dal 1 luglio diventerà illegale inserire simboli di italianità su oli non interamente realizzati con olive coltivate in Italia, così come specificato dal decreto del Ministero delle politiche agricole pubblicato in Gazzetta Ufficiale:

“L’art. 4, al comma 1, prevede, in particolare, la sanzionabilità per i produttori che riportano ‘segni, figure o illustrazioni che possono evocare un’origine geografica diversa da quella indicata in etichetta, anche se veritieri‘. Si tratta di una norma di grande rilevanza perché per la prima volta viene sanzionato il fenomeno del cosiddetto ‘Country sounding’ (nel caso di evocazione italiana dell’italian sounding) per il solo fatto che vi siano sulla confezione dei segni richiamanti un’origine geografica diversa da quella correttamente indicata in etichetta”.