Un anno fa uno spaventoso sciame sismico colpisce duramente le province dell’Emilia Romagna, ma anche di Lombardia e Veneto. Le scosse più forti, il 20 ed il 29 maggio, distruggono 516 beni immobili tra monumenti, chiese ed edifici storici, tra le province di Mantova e Cremona. Si stima che per riparare e restaurare i “malati più gravi” occorrano circa 68milioni di euro; un milione e mezzo, almeno, per gli apparati decorativi e le opere d’arte, che nell’anniversario della tragedia, divengono cuore pulsante della mostra “Oltre il sisma, un anno dopo. Opere salvate dalle chiese del territorio mantovano”, inaugurata sabato scorso nelle Sale del Capitano di Palazzo Ducale, Mantova. Per lo più dipinti su tela o tavola, provenienti da chiese danneggiate e portati nel deposito temporaneo allestito a Palazzo Ducale (122 opere) e in misura minore al Museo di Suzzara (36 opere) e a quello di Arte Sacra di Sabbioneta (29 opere). Una grande esposizione, allestita a un anno dal sisma, per documentare l’intensa attività di tutela svolta dagli uffici periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Mantova, Brescia e Cremona per il recupero e la conservazione del patrimonio proveniente dagli edifici ecclesiastici terremotati. Un’azione condivisa con i Vigili del Fuoco, il Nucleo Operativo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Monza, e la Curia di Mantova, che si è concretizzata nell’operazione di deposito dei beni presso Palazzo Ducale.

Tutte le opere sono state tratte in salvo in condizioni critiche, danneggiate non solo dalle due scosse principali, ma dallo sciame sismico che per oltre un mese s’è protratto, tra nuovi crolli e l’aggravamento dello stato di danno al patrimonio architettonico. La mostra rimarrà aperta fino al 14 luglio 2013, nei sabati e domeniche del periodo, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, l’apertura verrà resa possibile grazie ai Volontari per il Patrimonio del Touring Club Italiano e quelli della Soc. L’esposizione sarà infine corredata da pannelli didattici e da un fascicolo esplicativo con le notizie storiche delle chiese danneggiate, ivi comprese quelle non documentate con opere d’arte in mostra.

Per ricordare e continuare a guardare il futuro, prenderanno il via, sempre nel cuore della città di Mantova, tante iniziative che culmineranno il 29 maggio, a testimonianza di quanto fatto per salvaguardare le opere e ricostituire le ferite causate dal terremoto nelle popolazioni. All’Archivio di Stato di Mantova, la soprintendenza archivistica per la Lombardia, l’Archivio di Stato di Mantova e l’UCCR MiBAC Lombardia organizzano il convegno “A un anno dal sisma. Gli archivi nel territorio mantovano”, un bilancio della situazione degli archivi presenti sul territorio, con riflessioni sull’emergenza, sul restauro e sulle politiche di messa in sicurezza del patrimonio archivistico. Al Museo Archeologico Nazionale di Mantova, la mostra “Oltre il sisma. A un anno dal terremoto: l’archeologia restituita”, dove saranno esposti alcuni degli oggetti “prigionieri del terremoto” che, dopo le operazioni di messa in sicurezza, sono tornati nuovamente accessibili.

Ma  molte sono in questi giorni,  in tutte le zone colpite dal terremoto, anche le cerimonie per ricordare le vittime e per tenere alta l’attenzione su una ricostruzione che deve compiere ancora molti passi. Inaugurazioni di chiese e strutture pubbliche, ma anche feste per dare un segnale che le cose, sia pure faticosamente, stanno tornando alla normalità. Iniziative già cominciate ieri, 20 maggio, ricorrenza della prima terribile scossa: a Crevalcore Gianni Morandi ha inaugurato il nuovo auditorium polivalente, mentre nel porticato d’onore del Castello Estense di Ferrara è stata inaugurata la mostra fotografica ‘E fu sera e fu mattina…’. A Mirandola, un altro segnale di ripresa arriverà con l’inaugurazione del laboratorio del biomedicale donato dalla Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, dal Comune di Torino e dalla Fondazione Bnl-Gruppo Bnp Paribas. Molte altre saranno poi le iniziative che arriveranno fino al 29 maggio, quello che di fatto è il secondo appuntamento con l’anniversario del terremoto.