C’è un terzo fermo per l’omicidio di Emanuele, il giovane pestato a sangue da un branco di venti persone fuori da una discoteca di Alatri lo scorso 26 marzo. La sua “colpa” è stata quella di aver difeso la fidanzata dalle avance di un giovane. Una volta fuori dal locale, è stato massacrato senza che nessuno intervenisse per aiutarlo, per mettere fine a questa barbarie. Il terzo fermo, quindi, è scattato ieri sera per un 24enne che – al momento del provvedimento-  si trovava a casa di parenti a Frosinone. Gli altri arrestati sono, invece, i due fratellastri.

Emanuele è stato pestato a sangue da un branco inferocito

Secondo il procuratore Giuseppe De Falco, il terzo fermato avrebbe avuto un ruolo attivo nel pestaggio ai danni di Emanuele e sarebbe anche un uomo molto pericoloso. A suo carico, dunque, sono “emersi gravi indizi di colpevolezza sul suo attivo coinvolgimento nel violento delitto”: “Il decreto di fermo si è reso necessario alla luce della rilevantissima pericolosità desumibile dal comportamento gravissimo posto in essere, in ragione del concreto pericolo che il fermato potesse darsi alla fuga nonché per prevenire il concreto rischio di inquinamento di prove dichiarative” hanno fatto sapere i carabinieri che stanno indagando sull’omicidio di Emanuele.