È arriva la sentenza della terza Corte d’Assise di Roma nell’ambito dell’omicidio Ciro Esposito: l’ultrà giallorosso Daniele De Santis è stato condannato a 26 anni di carcere per avere ucciso il tifoso napoletano nel maggio del 2014.

I giudici hanno stabilito anche un risarcimento per la famiglia Esposito pari a 140mila euro. Disattese le richieste dei pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio che avevano chiesto l’ergastolo per De Sanctis, presente in aula al momento della lettura della sentenza.

La decisione è stata accolta con soddisfazione della madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi, la quale ha pronunciato parole misurate, come d’altro canto aveva fatto in occasione dei funerali del figlio: “La pena inflitta è congrua e giusta, per De Santis non provo odio perché l’ho perdonato. Io credo che qualsiasi pena serva da monito perché non accada più quello che è successo a mio figlio”.

L’avvocato difensore Tommaso Politi si è invece detto sorpreso, avendo da sempre sostenuto la tesi della legittima difesa: “Non mi aspettavo questa sentenza perché le nostre argomentazioni erano solide e tanti testimoni hanno raccontato che De Santis ha cercato di sottrarsi a un linciaggio.”

Il processo per la morte di Ciro Esposito ha portato anche alla condanna a 8 mesi per rissa aggravata e lesioni nei confronti di Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, entrambi tifosi napoletani. La pena però è stata sospesa.

I due facevano parte del gruppo responsabile degli scontri precedenti alla finale di Coppia Italia Fiorentina – Napoli durante i quali la vittima venne ferito gravemente. Il proiettile esploso da De Santis perforò infatti il polmone arrivando alla colonna vertebrale e il ragazzo morì dopo 53 giorni di agonia in seguito al ricovero presso il Policlino Gemelli di Roma.