È stato finalmente risolto il caso dell’omicidio di Cernusco: Mario Marcone, il principale sospettato nella vicenda, ha infatti confessato di aver ucciso Gabriella Fabbriano.

A spingere al delitto l’ex compagno della donna sarebbe stata la gelosia. L’uomo ha infatti ammesso di aver ucciso la donna con un colpo di pistola alla testa come conseguenza di una lite.

L’ho disarmata e il colpo è partito”: questa la linea difensiva tentata dall’omicida nel corso dell’interrogatorio tenuto alla presenza del sostituto procuratore Francesco Cajani e del procuratore aggiunto Alberto Nobili.

Marcone, operatore ecologico di 42 anni con un pesante precedente per violenza, è dunque accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere. A incastrare l’uomo le tracce di sangue della Fabbriano reperite dai Ris di Parma nella sua vettura e quelle trovate in camera da letto.

Insieme a lui è stato arrestato e portato al carcere San Vittore anche il 60enne Fabrizio Antonazzo, accusato di soppressione di cadavere e favoreggiamento. L’anziano avrebbe infatti aiutato l’ex della donna a trasportare il corpo fino alla cava.

Come si ricorderà il cadavere è stato rinvenuto in una parte abbandonata di una cava di Cernusco, all’interno della quale era stato celato in un telo di cellophane immerso in una pozza d’acqua con l’ausilio di alcuni sassi, di cinghie e fil di ferro.

Il dettaglio che ancora non era noto agli investigatori era quello riguardante i quattro giorni durante i quali l’omicida avrebbe conservato il cadavere in casa, studiando il modo giusto per liberarsene e occultarlo.