Si è concluso il processo riguardante la morte di Emmanuel Chidi Nnamdi, il nigeriano di 36 anni morto a Fermo a luglio scorso nel corso di un diverbio con Amedeo Mancini, di 38.

L’ultrà della locale squadra di calcio ha scelto di patteggiare una pena di 4 anni davanti al gp Maria Grazia Leopardi, sancendo così l’accordo già raggiunto tra i legali della difesa e la Procura.

Chinyere Emmanuel, la compagna del defunto, ha rinunciato a costituirsi parte civile e a chiedere alcun risarcimento, mentre Mancini, insieme ai compagni del club della squadra di calcio, si è impegnato a contribuire con 5mila euro al rimpatrio in Nigeria della salma della vittima.

Nello specifico, a Mancini è stata riconosciuta l’aggravante razziale nell’accusa di omicidio preterintenzionale, pur se giudicata “poco più che simbolica”, così come l’attenuante della provocazione, che ha portato alla riduzione della pena nella misura di tre anni e cinque mesi.

La sentenza ha anche decretato che saranno otto le ore di permesso per uscita di lavoro a disposizione di Mancini, che al momento si trova agli arresti domiciliari.

Secondo alcuni commentatori la mancata costituzione in parte civile della vedova di Nammdi sarebbe da attribuirsi a un accordo per il quale è stata fatta cadere l’accusa di falsa testimonianza.

La voce però non coincide con quanto affermato dall’avvocatessa Letizia Astorri, la quale ha raccontato della rinuncia generosa della Chinyere: “Tanto clamore per nulla, qualcuno direbbe, visto che oggi c’è un colpevole che si professava innocente e una parte offesa, che tale è sempre stata, che in Italia è venuta senza niente e che di certo non si è voluta approfittare della situazione. Volendo unicamente dar pace alla salma del compagno morto in quel maledetto 5 luglio 2016. Con questa condanna, quindi, si spera solo che chi ha sbagliato impari a rispettare il prossimo, chiunque esso sia. E che Fermo ritorni ad avere l’immagine di città ospitale, solidale e accogliente che ha sempre avuto. E che ora Emmanuel possa finalmente riposare in pace”.