Risolto il caso dell’omicidio di Ferrara: il figlio di 16 anni di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni e un suo amico hanno confessato di essere i responsabili del sanguinoso delitto.

I due coniugi, titolari di un ristorante sito a San Giuseppe di Comacchio, sono stati ritrovati nella loro abitazione con il cranio fracassato e la testa avvolta in un sacchetto di plastica. Sin dall’inizio gli inquirenti avevano sospettato che la scena del crimine fosse stata creata ad arte per mettere in scena una rapina finita male.

L’amico 17enne del figlio della coppia aveva accettato di aiutarlo nel delitto dietro la promessa di mille euro, che sarebbero stati disponibili una volta incamerata l’eredità.

I due ragazzi sono però crollati durante l’interrogatorio durato tutta la notte, cui sono stati sottoposti dal pm Giuseppe Tittaferrante e da Silvia Marzocchi, della procura minorile: le molte contraddizioni in cui sono caduti hanno permesso agli investigatori di insistere sul loro coinvolgimento nel delitto, fino ad arrivare alla confessione finale.

I due hanno anche rivelato il luogo in cui sono stati nascosti l’arma del delitto, unascia e i vestiti insanguinati, un torrente sito a Caprile, nelle vicinanze della casa del complice.

Dal racconto emerso sembrerebbe che il 16enne abbia pianificato da tempo il delitto dei genitori, a suo dire colpevoli di averlo rimproverato eccessivamente per i suoi risultati deludenti a scuola.