Giudizio immediato per Michele Buoninconti, arrestato a gennaio 20015 con l’accusa di omicidio e occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste. La donna aveva 37 anni, era madre di quattro figli, ed era scomparsa il 24 gennaio 2014. Il corpo della donna è stato ritrovato il 18 ottobre dello stesso anno sul fondo di un canale, ad 800 metri dalla sua abitazione a Costigliole d’Asti. La decisione è del gip Giacomo Marson, che ha considerato evidentemente come sufficienti le prove raccolte a carico dell’indagato.

Tra le prove più rilevanti il fatto che gli inquirenti abbiano appurato che il telefonino dell’uomo abbia agganciato alle 8 e 55, nel giorno della scomparsa della donna, non la cella di casa sua, ma quella che può essere collegata al posto dov’è stato poi ritrovato il corpo della donna.

La prima udienza sarà in corte d’Assise il 1 luglio di quest’anno. Ora i due avvocati della difesa – Chiara Girola e Massimo Tortoroglio – hanno due settimane di tempo per chiedere il rito abbreviato – e per questo il loro assistito potrebbe ottenere lo sconto di 1/3 della pena. Intanto l’unico indagato per l’omicidio della moglie, attraverso i suoi legali, ha dichiarato di essere pronto a rinunciare alla sua quota di eredità in favore dei figli – secondo l’avvocato Chiara il suo “cliente sta valutando di rinunciare all’eredità a favore dei figli, qualora si presentasse la necessità“.