La giustizia italiana ha messo definitivamente la parola fine al caso dell’omicidio di Elisa Claps. La corte di Cassazione ha pronunciato il 23 ottobre la sentenza che conferma la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Danilo Restivo, giudicato colpevole dell’omicidio. La corte suprema ha respinto il ricorso presentato dal legale di Restivo contro la sentenza di secondo grado emessa dalla corte d’assise di Salerno il 24 aprile 2013, che aveva confermato la condanna inflittagli in primo grado con rito abbreviato dal Tribunale campano l’11 novembre 2011. La Cassazione ha inoltre respinto l’aggravante della crudeltà: non esistono prove sufficienti ad accertare che Restivo abbia infierito sul cadavere. Il procuratore generale della Cassazione, Paolo Canevelli, ha commentato: “Rimangono comunque le aggravanti della violenza sessuale e di aver agito per futili motivi. Dal punto di vista del trattamento sanzionatorio non cambia nulla“.

Elisa Claps aveva 16 anni quando, il 12 settembre 1993scomparve dalla sua città, Potenza, senza lasciare traccia. Solo il 17 marzo 2010 vennero rinvenuti i resti del suo cadavere, nascosto nel sottotetto di una chiesa del capoluogo lucano; furono degli operai ad effettuare la macabra scoperta, durante alcuni lavori di ristrutturazione. La mattina della scomparsa, la ragazza era uscita per recarsi a messa. Durante le indagini, dalle testimonianze è emerso che Elisa doveva incontrarsi con un amico, risultato essere Restivo. I sospetti su di lui caddero già all’epoca della sparizione della ragazza, ma le indagini non arrivarono a risultati.

La vicenda ha avuto molti misteri. Il caso venne trasferito alla Procura di Salerno dopo il ritrovamento del cadavere. Elisa fu uccisa lo stesso giorno della scomparsa, colpita da numerose coltellate. I giudici hanno stabilito che Restivo aveva spinto la ragazza a seguirlo nei locali superiori della chiesa; probabilmente ci fu un tentativo di violenza sessuale (sul cadavere il reggiseno era tagliato e i pantaloni abbassati), al quale Elisa aveva cercato di opporsi; da qui la reazione violenta e l’omicidio.

Restivo negli anni successivi si trasferì in Inghilterra. Qui venne arrestato e condannato nel 2011 a 40 anni di reclusione per l’omicidio di una donna compiuto nel 2002. Nel pronunciare quella sentenza, il giudice inglese aveva fatto riferimento proprio all’omicidio di Elisa Claps.

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