Proseguono le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio e su quello che al momento risulta essere il presunto killer della ragazzina di Brembate, Massimo Giuseppe Bossetti.

Gli inquirenti hanno sequestrano due computer appartenenti all’uomo (uno fisso e un portatile) e vi avrebbero trovato salvate alcune immagini pornografiche. Si precisa che non si tratta assolutamente di immagini pedopornografiche (in cui sono coinvolti minori, dunque) e che il pc fisso sarebbe stato creato con diverse parti assemblate e che quindi il materiale hard avrebbe potuto anche non appartenere direttamente a Bossetti.

Ovviamente la presenza di immagini hard non ha alcun valore, sia in termini di responsabilità penale sia in termini di valore d’indagine, ma gli inquirenti potrebbero utilizzarle soltanto con lo scopo di ricostruire la personalità dell’indagato e per capire se dice la verità o se mente. Il consulente informatico del pubblico ministero sta cercando di recuperare anche informazioni piuttosto datate e risalenti ai tre anni e mezzo trascorsi. Bossetti avrebbe commentato lapidario: “Non troveranno niente“.