Massimo Bossetti resta in carcere. E’ questa la decisione del giudice per le indagini preliminari, Ezia Maccora, adottata al termine dell’interrogatorio per la convalida del fermo. Convalida del fermo che non c’è stata però, perché non ci sarebbe il pericolo di fuga su cui era basata la richiesta. Per Bossetti resta comunque valida la custodia cautelare in carcere poiché il gip ha ritenuto sussistenti gli indizi di colpevolezza e perché “il fatto si caratterizza per la sua gravità intrinseca ed è connotato da efferata violenza” (leggi qui “Yara conosceva il suo assassino?”)

E mentre Bossetti, dal carcere, si proclama innocente e dichiara di non aver mai visto Yara e di essere rimasto a casa la sera dell’omicidio (qui tutte le sue dichiarazioni rilasciate durante l’interrogatorio), sua sorella gemella si sfoga davanti ai microfoni dei giornalisti, è convinta che abbiano voluto incastrare il fratello ed è altrettanto convinta della sua totale estraneità al fatto. La sorella di Bossetti conferma anche di aver appreso la verità sul loro padre naturale attraverso le indagini ma che: “Per me, mio padre resta l’uomo che mi ha cresciuto. Non prendo le distanze da mia madre. Quello che ha fatto, se è vero, non cambia nulla. Sono cose successe oltre quarant’anni fa“.