Ha 44 anni, vive a Clusone, non ha precedenti penali, fa il muratore, è sposato e ha tre figli. Si chiama Massimo Giuseppe Bossetti. Dal 16 giugno è in carcere, sospettato di essere l’assassino di Yara Gambirasio. Nel tardo pomeriggio di ieri i magistrati lo hanno sottoposto all’interrogatorio di garanzia dopo il fermo avvenuto poche ore prima, ma lui si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi legali dicono che Bossetti è sereno e respinge tutte le accuse. Fuori dalla caserma dei Carabinieri la gente si è radunata e gli urlava “assassino”.

Bossetti sarebbe figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, autista della zona morto nel 1999, il cui Dna coincide con quello trovato dagli investigatori sul corpo della ragazzina uccisa. I Carabinieri hanno fermato Bossetti col pretesto di un controllo stradale sottoponendolo al test dell’etilometro, allo scopo di ottenere un campione del suo Dna. Gli inquirenti hanno definito “perfettamente coincidente” il codice genetico di Bossetti con quello trovato sul corpo di Yara.

La 13enne di Brembate di sopra è scomparsa il 26 novembre 2010, dopo essere uscita dalla palestra. Il suo cadavere venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d’Isola, sempre in provincia di Bergamo. Gli investigatori le trovarono addosso delle tracce di sangue da cui venne ricavato il campione di Dna che riconduce all’assassino. Successivamente gli inquirenti hanno raccolto 18mila profili, tutte le persone che conoscevano Yara o che erano passate dalla zona quella sera, rilevate dalle celle della telefonia mobile.