In attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo del presunto assassino di Yara Gambirasio, gli inquirenti tracciano la lista delle prove certe che inchioderebbero Massimo Bossetti: dal test del Dna – prova madre -, ai tabulati delle celle telefoniche che agganciano alle 17:45 il suo cellulare nella zona di Mapello (un’unica chiamata, per poi spegnere il telefono fino alle 7:34 del mattino dopo. Nella stessa zona, un’ora più tardi, alle 18:49, verrà agganciato anche il cellulare di Yara, che riceve un sms da un’amica a cui non risponderà. Questo, secondo gli inquirenti, significa che Bossetti nell’ora che va dalle 17:45 alle 18:49 sarebbe vicino alla palestra e che Yara sarebbe salita sul suo camioncino), alle tracce di polveri riconducibili a calce – compatibili con il mestiere di muratore svolto da Bossetti.

Il dubbio che si sta insinuando in queste ore è che Yara potesse in qualche modo conoscere il suo presunto carnefice, che si fidasse di lui, o comunque che non lo temesse, anche a causa della cortesia che egli mostrava nei suoi confronti. Gli inquirenti stanno ricostruendo i movimenti di Bossetti nelle zone che la ragazzina era solita frequentare durante la sua quotidianità: il sospettato sarebbe stato cliente di un Solarium che si trova tra la casa di Yara e la palestra in cui andava ad allenarsi e frequentava spesso il Loto caffé (anche questo vicino all’abitazione dei Gambirasio).