In uno dei pc di Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere in carcere dallo scorso 16 giugno con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio, potrebbero esserci prove ulteriori della sua colpevolezza. Gli investigatori, infatti, avrebbero trovato una serie di ricerche sospette su uno dei computer sequestrati all’uomo. Almeno cinque volte, il 43enne di Mapello, avrebbe cercato la parola “tredicenni”, seguita da descrizioni fisiche desiderate.

Ricerche effettuate non tramite i soliti motori di ricerca, ma in alcuni siti pedopornografici. Lo anticipa il quotidiano Repubblica. Al momento, le ricerche non avrebbero una data precisa, tranne in un caso, all’inizio di maggio di quest’anno, poco più di un mese prima dell’arresto. Nei cinque casi rilevati finora, inoltre, non ci sarebbero download di materiale pedopornografico sul pc. Per ora è stata dunque rilevata la semplice navigazione su quei portali, dove le foto possono essere consultate senza bisogno di essere scaricate sul disco fisso.

Durante un recente interrogatorio, la moglie di Bossetti – Marita Comi – era stata bloccata dall’avvocato quando gli investigatori le avevano domandato chi utilizzava i due computer. Non c’era stata risposta e, nel suo recente memoriale, la donna ha ribadito che era lei quella che navigava maggiormente in famiglia.