Davide Stival, il padre del piccolo Loris, il bambino assassinato il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina, si è recato al carcere di Agrigento per incontrare la moglie Veronica Panarello. Il colloquio è ancora in corso. L’incontro tra i due coniugi è il primo da quando la donna è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso il figlio, gettandone il corpo in un canalone.

Nelle scorse settimane Veronica Panarello aveva ribadito più volte la sua innocenza, invitando il marito a credere alla sua versione dei fatti e a recarsi in carcere per incontrarla e darle la possibilità di difendersi. Nella ricostruzione fatta dalla donna agli inquirenti ci sono diverse lacune e contraddizioni. Nei giorni scorsi il Tribunale del riesame di Catania ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Francesco Villardita.

Veronica Panarello ha accettato la decisione dei giudici, invitando però gli inquirenti a estendere le indagini:

“Non mi hanno creduto, neppure i giudici. Non mi hanno creduto, ma perché. Io resto in carcere, ma Procura e investigatori vadano avanti e cerchino il vero colpevole, non si concentrino su di me che sono innocente”.

L’avvocato è fiducioso perché l’indagine è ancora aperta:

“Non ci fermeremo. Resto convinto dell’innocenza della mia assistita e dimostreremo la sua estraneità ai fatti che le sono contestati”, ha dichiarato nelle scorse ore Villardita.

Le indagini effettivamente non si stanno concentrando solo sulla madre di Loris, anche se la donna resta la principale indiziata per l’efferato delitto. Gli inquirenti ipotizzano che Veronica Panarello non abbia agito da sola e seguono la pista di un complice. Intanto Veronica Panarello è sorvegliata a vista in carcere. Il timore è che la donna, mentalmente instabile, possa tentare il suicidio come già fatto altre volte in passato. A credere fermamente alla sua innocenza è il padre Francesco Panarello che è andato a trovarla più volte sin dai primi giorni della sua detenzione. Nei giorni scorsi il nonno materno di Loris si era sfogato con i giornalisti:

“Non è il momento giusto per parlare, non ne ho voglia. Ho solo voglia di piangere per le condizioni in cui ho trovato mia figlia e per come la stanno trattando. Nemmeno quelli al 41 bis”.