Loris Stival è stato strangolato. Ma non a mani nude – come si era ipotizzato in un primo momento. Secondo le analisi dei medici legali l’arma del delitto sarebbe una fascetta da elettricista. Altre sorprese potrebbero arrivare nei prossimi giorni, visto che il corpo del povero bambino non è stato ancora restituito perché si starebbero compiendo altre indagini sul cadavere.

Stamattina la Scientifica ha perquisito la casa di campagna di Orazio Fidone a Scicli – mentre ieri si erano occupati della sua abitazione a Santa Croce Camerina (insieme alla casa della famiglia Stival). In giornata è stato compiuto anche un nuovo sopralluogo nella zona di contrada Mulino Vecchio – per i pochi che ancora non lo sanno, è il luogo dove sono stati trovati i resti del piccolo Loris -, a cui ha partecipato anche Vincenzo Nicolì, direttore della II divisione dello Sco della polizia di Stato.

Ieri vi abbiamo raccontato che secondo la ricostruzione degli inquirenti, la madre non avrebbe accompagnato a scuola Loris. A suffragare la loro ricostruzione ci sarebbero le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Una in particolare mostrerebbe la madre salire in auto solo con il figlio più piccolo. Questa ricostruzione viene rifiutata dalla famiglia. Ieri in serata, il legale della famiglia ha detto: “il bambino è stato portato regolarmente a scuola. Non ‘dice’ di averlo portato, la signora lo ha portato a scuola. La mamma è persona offesa di reato di omicidio volontario“. La stessa posizione è stata sostenuta dai genitori di Loris Stival in un’intervista al quotidiano La Sicilia.

In serata è intervenuto anche il procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia. Il magistrato ha detto che per evitare di turbare le indagini e “il loro esito“, “d’ora innanzi qualunque tipo di informazione utilizzabile” verrà fornita “in comunicati stampa o brevi incontri con i media“.