Ieri è finita un’altra giornata terribile per Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris Andrea. La mattina c’è stato il martellamento dei media, con il paese assediato da telecamere e microfoni, e nel pomeriggio ha dovuto ripetere il percorso che avrebbe seguito sabato scorso, il giorno della scomparsa e morte del figlio. Una giornata finita in questura – solo un’ora – per sottoscrivere il verbale su quello che è stato fatto nel pomeriggio.

I dubbi sulla madre si infittiscono. Come abbiamo scritto ieri, secondo un patologo che ha affiancato il primo medico legale, la morte di Loris Andrea sarebbe avvenuta a causa di uno strangolamento provocato da un filo elettrico o da una fascetta in plastica, e il graffio, che il primo medico aveva considerato frutto di un’unghiata, sarebbe invece il prodotto di una forbice utilizzata per togliere il laccio o il filo – e in casa Stival, durante la perquisizione, è stata sequestrata una forbice.

Ad appesantire il quadro di sospetti intorno alla madre del bambino ucciso, c’è il fatto che dopo l’uccisione di Loris Stival, la maestra, durante una visita per porgere le condoglianze alla famiglia, si è trovata in mano proprio delle fascette. Gliele aveva date la signora Veronica con queste parole “le ridò le fascette che Loris ha usato per il compito di scienze“.

Tra ieri sera ed oggi è spuntata fuori un’altra pista: ci sarebbe del materiale biologico sotto le unghie di Loris Andrea, segno che il bambino si è difeso con tutte le sue forze durante la sua uccisione, e gli inquirenti sperano di poter isolare il dna dell’assassino da queste tracce.

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