Se ne parla di meno, ma anche in questi giorni continuano le indagini sull’omicidio di Loris Stival. L’ultima novità in ordine di tempo è che l’esame del Dna secondo la procura di Ragusa non ha prodotto “riscontri rilevanti“. Francesco Villardita, l’avvocato difensore di Veronica Panarello, ha così commentato la notizia “Se la circostanza dovesse essere confermata, allora quel quadro indiziario a carico della mamma di Loris, che a mio parere era già carente di suo, perde del tutto di credibilità“.

In realtà, il fatto che le tracce di Dna trovate sotto le unghie di Loris non coincidano con quelle della madre non scagiona affatto la madre, ma semplicemente avvalora l’ipotesi del complice. Per rompere il quadro indiziario costruito dalla procura sarebbe necessario trovare una testimonianza, o soprattutto qualche immagine delle telecamere usate dall’accusa, per mostrare che Loris quel giorno effettivamente si sia mosso verso la scuola.

E’ tornato anche a palare Daniele Scrofani, l’avvocato di Davide Stival: “Al momento il mio assistito non va a trovare la moglie in carcere. Non escludo che possa succedere in futuro. “Non lo si può condannare se dovesse volere un confronto con la moglie prima o poi“.

Insomma, su Loris non è ancora caduto il silenzio. Sulla questione è intervenuto anche Giuseppe Nicosia, il sindaco di Vittoria. Il padre di Loris ha lasciato il suo lavoro da autotrasportatore per restare vicino al figlio che gli è rimasto, ed il sindaco è pronto ad offrirgli un lavoro per permettergli di continuare a restare vicino al figlio.

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