Il caso dell’omicidio del piccolo Loris Stival continua a far discutere. Questa volta l’annuncio shock è arrivato dal legale di Veronica Panarello, la madre del bambino attualmente in carcere accusata di aver ucciso il figlio Loris. Secondo quanto riporta il suo avvocato, la giovane donna in prigione aveva smesso di mangiare ed è stata salvata dall’intervento degli operatori penitenziari e dall’alimentazione attraverso flebo.

La rivelazione shock è stata fatta ieri al programma Mattino Cinque in onda su Canale 5, presentato dalla conduttrice Federica Panicucci e dal giornalista Federico Novella. L’avvocato di Veronica Panarello, Francesco Villardito, ha dichiarato alla trasmissione: “Ho incontrato Veronica una settimana fa . Ha avuto un crollo fisico perché non mangiava da cinque giorni, per cui le hanno dovuto mettere le flebo. Poi, grazie all’aiuto degli operatori penitenziari ha ripreso ad alimentarsi da sola.”

Sembra quindi che la donna volesse lasciarsi morire nel carcere in cui è detenuta dallo scorso 9 dicembre, il giorno in cui è stata arrestata. Il legale di Veronica Panarello, la madre accusata dell’omicidio del figlio Loris, ha inoltre sostenuto che la donna continua a sostenere la sua innocenza: “Veronica Panarello sotto il profilo processuale è sempre più determinata ad andare avanti nel ribadire la sua innocenza e a difendersi. Non teme nulla: analisi dell’autovettura, analisi delle forbici, analisi della cintura. Non teme nulla.”

L’avvocato Francesco Villardita continua così a battersi per la scarcerazione di Veronica Panarello: “Per giustificare la misura cautelare il Tribunale ha formulato una serie di congetture non suscettibili di verifica empirica e non affidabili perché basate sull’equivalenza tra una sorta di mendacio ricavato da un ragionamento forzatamente colpevolista e i gravi indizi di colpevolezza.” Secondo il legale della donna in prigione con la terribile accusa di essere la responsabile dell’omicidio del piccolo Loris quindi “manca la certezza della gravità indiziaria, cioè ‘l’oltre ogni ragionevole dubbio’.”