Veronica Panarello è stata fischiata e pesantemente insultata al suo arrivo nel carcere di Piazza Lanza a Catania. Urla come “assassina, devi morire” si sono sentite oure da chi si trovava all’esterno della struttura. Un’accoglienza simile l’ha ricevuta anche davanti alla questura di Ragusa, dove la donna oggi ha subito un altro interrogatorio dopo il fermo di ieri.

A completare il quadro manca ancora il Dna, che le è stato prelevato ieri e che dovrà essere confrontato con altri campioni di materia organica prelevati durante le indagini. Se dovesse essere compatibile con le tracce trovate sotto le unghie del bambino sarebbe l’ultimo pezzo per completare il puzzle che hanno ricostruito gli inquirenti. Nel decreto di fermo la situazione sembra chiara: l’esame dei filmati e le testimonianze “consentivano di documentare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il piccolo Loris non usci più dal condominio” dopo esser tornato a casa. E “nell’intervallo tra le 8.49 e le 9.23 di sabato” nessuna persona sconosciuta entrò nel condominio.

Solo lei avrebbe potuto commettere l’omicidio e per di più l’auto di Veronica Panarello, secondo le immagini in loro possesso, è passata per la “strada poderale che conduce al Mulino Vecchio“, dove è stato trovato il corpo di Loris Andrea.

Pure i parenti più stretti sembrano mostrare dubbi sulla versione di Veronica Panarello. Leri per esempio racconta di non conoscere la zona in cui è stato ritrovato il figlio, ma la sorella in un’intercettazione dice cose diverse, loro abitavano ad un paio di chilometri ed andavano a prendere acqua da una fontana che si trova a cinquanta metri dal mulino.

Madre: “Eh eh scusa ma perché qual è il problema qua? Ma cambia qualcosa per sapere dove si stava impiccando questa?”
Sorella: “Già il luogo lei lo conosceva, no che dice di non sapere dove era il Mulino…
Madre: “Si certo, ci veniva sempre lei a prendere l’acqua con me“.

Secondo il legale della donna Francesco Villardita l’indagine della procura è stata “leggermente frettolosa“. E poi “Ma chi ha detto che Loris è tornato a casa? da quel filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola“.

Lapidaria la famiglia, il marito Davide ha detto ai cronisti di un Tg “Se fosse stata lei potrebbe anche morire“, mentre la zia del marito Antonella Stival non crede “che Veronica abbia ucciso Loris, proprio non ci credo“. E ancora “non è stata lei – ribadisce – il mio pensiero e il mio cuore sono con lei. Ricordiamo che per il momento è soltanto in stato di fermo e quindi aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta. E’ sempre stata una mamma splendida e speciale“. Per la nonna paterna infine “è impossibile perdonare una cosa del genere“.