Difficile ricostruire la verità in questa storia. Negli ultimi giorni è circolata su un gran numero di siti la notizia che Veromica Panarello avrebbe tentato una/due volte il suicidio – in una occasione dopo la nascita del secondo figlio.

In una di queste occasioni, la giovane donna, accusata di aver ucciso il figlio Loris Andrea Stival, avrebbe utilizzato delle fascette di plastica, le stesse che secondo gli esami del medico legate avrebbero causato la morte per strangolamento del povero Andrea Loris Stival.

Una ricostruzione sulla quale Francesco Villardita, l’avvocato della famiglia Stival si è espresso così: “Smentisco nel modo più assoluto che la signora Veronica Panarello abbia tentato nel passato un suicidio sia con che senza l’ausilio di fascette per elettricisti“.

Una ricostruzione piuttosto accurata della vita della madre del povero Loris è stata fatta dal Secolo XIX e dal Mattino di Napoli. Secondo i quotidiani citati Veronica avrebbe avuto un’adolescenza molto complicata perché a 14 anni avrebbe scoperto che il padre naturale non è l’uomo che l’ha cresciuta – glielo ha detto la madre durante una lite. A complicare il quadro c’è una figura materna con cui ha un rapporto complesso – basti dire che ha generato 5 figli da 3 uomini diversi.

Pure il padre naturale non si rivela molto affettuoso, e così lei finisce per tentare il suicidio due volte, quando non ha ancora 14 anni, tenta di togliersi la vita bevendo candeggina. Un anno dopo ci riprova cercando di impiccarsi con una corda di plastica – che per fortuna si rompe.

Proprio in quegli anni incontra Davide. Iniziano una storia che ha alti e bassi fino a quando lei, a 17 anni, non scopre di essere incinta. Il povero Loris nasce nel 2006, l’anno dei Mondiali e del “cielo azzurro sopra Berlino”. E poi tre anni fa arriva anche il secondo figlio.