Sembra fare acqua da tutte le parti la versione che la madre del povero Loris Stival ha dato di quello che ha fatto il giorno della morte del bambino. Veronica Panarello per esempio non è mai arrivata nei pressi della scuola quel tragico mattino, perché le telecamere poste nei pressi non registrano mai la presenza della sua auto.

Ci sarebbe poi in buco di 15-20 minuti nella sua ricostruzione dei fatti prima dell’arrivo al castello di Donnafugata e partecipare al corso di cucina. Comunque nuove indicazioni dovrebbero venire dall’esame del Gps presente nella vettura – la signora ha autorizzato tale acquisizione.

Intanto sembra che siano state sottoposte ad esame genetico alcune tracce organiche trovate sulle forbicine sequestrate a casa Stival. Da chiarire anche la questione delle fascette. Con un qualcosa di simile potrebbe essere stato strangolato Andrea Loris, ed erano presenti in casa del bambino. Secondo la madre sarebbero state usate per un compito di scienze, ma questa ricostruzione viene negata dalla preside e dalle maestre.

Parla anche Orazio Fidone, l’ex cacciatore che sabato scorso ha ritrovato il corpo del piccolo. Lancia un appello alla stampa che da giorni assedia la cittadina: “Io ci sto pure a essere seguito giorno e notte, ma lasciate stare la scuola, i bambini stanno soffrendo, hanno troppa pressione addosso“.

Si lascia scappare anche che “non hanno sequestrato niente nella mia abitazione di campagna“.

L’ultima notizia di giornata riguarda ancora l’autopsia. Con ogni probabilità il bambino non era ancora morto quando è stato gettato nel poste dove è stato ritrovato il suo corpo.