Gli investigatori sono tornati a mettere sotto pressione la madre del povero Andrea Loris Stival. Il racconto di quello che è avvenuto sabato scorso, giorno della scomparsa e dell’uccisione del figlio presenta diverse contraddizioni.

La prima riguarda la distanza dalla scuola alla quale è stato lasciato Loris: in un’occasione Veronica Panarello ha parlato di 500 metri, in un secondo tempo sono diventati una decina. Un altro aspetto da chiarire è quello del corso di cucina. La mamma di Loris prima dice di essere andata alla tenuta di Donnafugata subito dopo aver lasciato il secondogenito in ludoteca, mentre dopo afferma di essere passata anche a casa per svolgere delle “faccende domestiche“.

Un altro aspetto poco chiaro riguarda il sacchetto della spazzatura che la donna ha gettato lungo la strada. Il percorso non ha nulla a che vedere con la strada da percorrere per arrivare alla scuola elementare, mentre è compatibile con il percorso necessario per arrivare alla contrada Mulino Vecchio.

Proprio per chiarire i lati oscuri, gli inquirenti hanno rifatto, insieme alla madre di Loris, la strada che la donna ha fatto in auto quella mattina. Da rilevare anche che in casa Stival sono state sequestrate un paio di forbicine che potrebbero essere compatibili con lesioni presenti sul corpo di Loris Andrea Stival.

Ieri vi avevamo raccontato che Loris è stato strangolato con – probabilmente – una fascetta da elettricista. Quelle forbici potrebbe essere compatibili con i graffi sul collo del bambino, perché potrebbero essere state utilizzate per tagliare la fascetta.