Davide Stival, il padre del piccolo Loris, assassinato a Santa Croce Camerina il 29 novembre scorso, è devastato dal dolore. Alla profonda sofferenza per la perdita del figlio va infatti a sommarsi l’atroce dubbio che a commettere il reato sia stata la moglie Veronica Panarello, principale indiziata per il delitto, attualmente detenuta nel carcere di Agrigento. L’uomo, tramite il suo legale Daniele Scrofani, ha reso pubblico tutto il suo turbamento:

“Se non scopro al più presto la verità su quanto è realmente accaduto, rischio di impazzire”.

In un primo momento l’uomo si era detto sicuro dell’innocenza della moglie ma osservando i filmati e davanti alle incongruenze riscontrate dagli inquirenti nella ricostruzione della donna nei giorni scorsi ha iniziato a vacillare. Stival non è ancora andato a trovare la moglie in carcere, malgrado la donna continui a professarsi innocente e lo abbia supplicato ripetutamente di crederle, inviandogli due lettere. La donna avrebbe scritto al marito:

“Come puoi pensare di non conoscere tua moglie?”

Intanto anche la sorella della madre di Loris, Antonella Panarello, è tornata a rilasciare delle dichiarazioni, chiedendole pubblicamente scusa per le pesanti accuse che le aveva mosso nei giorni immediatamente successivi al delitto:

“Veronica scusa per tutto quello che ho detto, ma c’era la rabbia, perché è venuto a mancare il tuo bimbo, il mio nipotino. L’ho visto nascere Loris, ti chiedo scusa, sei la mia sorellina, ti chiedo scusa e ti amo. Perdonami per quello che ho detto, perdonami. Voglio venirti a trovare”.

Il padre di Veronica è invece già andato a trovare la figlia in carcere, in un incontro definito “dolcissimo” dal legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita. Villardita ha dichiarato che la sua assistita è profondamente turbata ma determinata a combattere per dimostrare la sua innocenza:

“Sono pronta a morire per dimostrare la mia innocenza”, avrebbe detto la donna al suo avvocato.

La Panarello è rimasta profondamente delusa per non aver potuto vedere le foto del funerale di Loris e per il fatto che la corona di fiori inviata, a forma di cuore, non sia stata fatta entrare in chiesa.

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