Le indagini sull’omicidio del piccolo Andrea Loris Stival, ritrovato morto a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il 29 novembre scorso, riservano un altro colpo di scena. Secondo gli inquirenti, infatti, il bambino potrebbe essere stato ucciso da due persone. A far supporre agli investigatori la presenza di due assassini sono le numerose lesioni ritrovate sul corpo della vittima. Le ferite riscontrate dall’esame autoptico sono infatti troppe per essere state inferte da una sola persona. Senza contare che le fascette utilizzate per strangolare il piccolo sono state usate anche per bloccargli i polsi. Questi elementi hanno portato gli inquirenti a vagliare l’ipotesi di un assassinio commesso da almeno due persone.

Intanto le indagini cercano anche di fare luce sulle contraddizioni emerse durante gli interrogatori della madre del bambino, Veronica Panarello. La donna quella mattina avrebbe ricevuto la telefonata del marito Davide Stival alle 9.23. L’uomo avrebbe parlato con la donna per 2 minuti. In quel momento in casa c’era anche il piccolo Loris. Il bambino, infatti, dopo aver discusso con la mamma, quella mattina non era entrato a scuola. Le riprese effettuate dalla telecamera dell’emporio, che inquadra il portoncino della palazzina in cui vivono gli Stival, mostrano che da lì non è più uscito nessuno. Secondo le ricostruzioni, la donna, per portare fuori Loris, deve essersi necessariamente servita della porta sul retro che immette sul garage in cui aveva parcheggiato la macchina dopo aver accompagnato l’altro figlio a scuola.

Nel frattempo non si trascura alcuna pista e si scava nel passato della famiglia di Loris. Secondo alcune testimonianze, anni fa Veronica Panarello, descritta come una persona fragile e insicura, avrebbe tentato il suicidio proprio servendosi di alcune fascette da elettricista, circostanza, questa, smentita dal suo avvocato. Il padre di Loris ha affermato di avere piena fiducia in sua moglie, definendola una mamma speciale. Ma gli investigatori stanno cercando di capire come mai la donna ha impiegato 9 minuti per percorrere la strada del Mulino Vecchio, dove è stato rinvenuto il corpo di Loris, quando ne basterebbero tre. Cosa è successo in quei 6 minuti?

Intanto a gettare altra benzina sul fuoco è la zia di Loris, Antonella Stival, che nei giorni scorsi aveva ripetutamente invitato gli assassini a costituirsi, definendoli dei “bastardi”. L’uso del plurale avrebbe insospettito gli inquirenti, avallando l’ipotesi di un coinvolgimento di più persone nell’omicidio. La donna ha anche dichiarato che la famiglia del piccolo non era certo quella del Mulino Bianco. Ieri su Facebook Antonella Stival ha pubblicato un aggiornamento di stato: “InFausto pensiero”. Un semplice errore di battitura o un indizio sul nome dell’assassino? Gli investigatori cercano ora di capire chi ha fatto ritrovare le mutandine del bambino davanti alla scuola il 1 dicembre. Un tentativo di depistaggio dei colpevoli o un indizio lasciato da qualcuno che è al corrente di cosa potrebbe essere successo al piccolo Loris e vuole indirizzare gli inquirenti verso la soluzione del caso?