Una superperizia potrebbe ribaltare completamente l’impianto accusatorio dell’omicidio Loris, per il quale è sospettata la madre Veronica Panarello, ora in carcere.

La donna godrebbe di un alibi di ferro garantitole da una perizia ordinata dalla difesa: è quanto si apprende dalle parole dell’avvocato Villardita, ospite della trasmissione televisiva Mattino Cinque.

Al centro della nuova consulenza le macchie di sangue ritrovate sul luogo del delitto, nella località di Santa Croce Camerina, incompatibili con gli orari definiti dall’accusa. La perizia di fatto controbilancia quanto depositato dal pubblico ministero: “Per i parametri indicati in quella consulenza è impossibile che il bambino sia stato ucciso tra le 8.30 e le 10.00 perché, per quei dati, e soprattutto per l’assenza di macchie ipostatiche complete (che sono già complete dopo otto ore) l’orario della morte non può essere quello ma deve essere spostato in avanti almeno di due ore.

Si arriverebbe così alle 12 o 12.30, un orario che potrebbe non essere compatibile con la presenza di Veronica Panarello sul luogo del delitto. Una circostanza che verrà presentata in sede processuale come elemento forte per scagionare definitivamente l’imputata.

Dubbi della difesa anche sulle fascette, identificate come il mezzo con il quale sarebbe stato strangolato il piccolo Loris, di appena otto anni, il cui corpo è stato poi rinvenuto nel canale di contrada Vecchio Merlino. Secondo Villardita, dopo opportuni studi, sarebbe risultato che “mancano le zigrinature su quel solco che è stato rilevato dal medico legale della procura.” Un altro elemento su cui si baserà l’impianto difensivo dell’avvocato.

Nel frattempo questa mattina è iniziato il riversamento del materiale ottenuto dalle telecamere di videosorveglianza (pubblica e privata) risalente al 29 novembre 2014, giorno del delitto nonché dei giorni precedenti. Il processo dovrebbe essere completato entro tre settimane, al termine delle quali si esamineranno le immagini riguardanti i tragitti automobilistici di Veronica.

Mentre questa si trova nel carcere di Agrigento il padre Davide Stival sta completando i passi per ottenere il prossimo 21 aprile l’affidamento del figlio più piccolo in via definitiva.