La Corte di Cassazione non ha dubbi: Veronica Panarello, la giovane donna accusata dell’omicidio del figlio Loris di 8 anni, deve restare in prigione. La prima sezione penale presieduta da Arturo Cortese ha così rifiutato il ricorso presentato dal legale della 26enne, che continua a sostenere la sua innocenza.

L’avvocato di Veronica Panarello, Francesco Villardita, ha commentato dicendo: “Prendiamo atto della decisione e aspettiamo le motivazioni. Battaglieremo al processo che è la fase in cui si ristabiliscono gli equilibri tra accusa e difesa.”

Il legale di Veronica Panarello, unica accusata dell’omicidio del figlio Andrea Loris Stival, resta comunque ottimista riguardo alla possibilità di far valere la sua assistita nel corso del processo: “Non ci avviliamo, perché ci muoviamo in una fase cautelare dove ad essere valutati sono indizi e non prove.”

La Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso articolato in 21 punti realizzato dall’avvocato di Veronica Panarello, in cui si contestava l’insussistenza degli indizi di colpevolezza nei suoi confronti, oltre all’assenza di un movente per l’omicidio e all’illogicità manifesta dell’ordinanza del riesame. Nel ricorso il legale sosteneva inoltre che il riesame “non ha superato con rigore scientifico il tema dell’orario della morte di Loris”, visto che secondo la difesa la morte del bambino sarebbe avvenuta più tardi rispetto a quanto sostenuto dalla perizia effettuata dalla Procura, che la colloca tra le ore 9 e le 10 del mattino del 29 novembre 2014.

Veronica Panarello si trova in carcere dallo scorso 8 dicembre, quando gli inquirenti hanno disposto il fermo nei suoi confronti. Come motivazione del provvedimento, il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto procuratore Marco Rota hanno indicato le presunte “bugie” della donna. Il fermo è stato poi convalidato il 12 dicembre dal Gip e confermato anche dal Tribunale del riesame. A seguito di questa nuova decisione da parte della Cassazione, la madre di Loris accusata del suo omicidio dovrà quindi restare ancora in carcere.