È terminata, al tribunale di Ragusa, la seconda udienza del processo Panarello: ad essere accusata di omicidio e occultamento di cadavere è Veronica Panarello che il 29 novembre 2014 avrebbe prima strangolato e poi gettato in un canalone il figlio Lorys. L’unica imputata ha sempre respinto ogni accusa, ammettendo soltanto di essere stata presente nel momento dell’omicidio. A stringere quelle fascette, stando al suo racconto, sarebbe stato il suocero Andrea Stival - oggi presente in aula – che negli scorsi anni avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale con la donna. Questa, dunque, l’ultima versione della Panarello che non trova alcun riscontro nelle certosine indagini condotte dalla Procura di Ragusa.

La donna è in carcere dal dicembre 2014: attualmente è detenuta al carcere di Piazza Lanza a Catania. Stamattina, tra l’altro, è arrivata a Ragusa a bordo di un cellulare della Polizia Penitenziaria e non ha reso dichiarazioni spontanee (programmate per il prossimo 26 settembre, ndr). “La consulenza medico legale che abbiamo depositato ribalta in maniera definitiva la questione dell’arma del delitto” ha dichiarato il difensore Francesco Villardita che ha ribadito come il piccolo sia stato strangolato non con una fascetta elettrica bensì con un cavo usb. “Abbiamo una consulenza medico legale e una bioingegneristica che dimostra la compatibilità del cavo usb con il solco lasciato sul collo del bambino” ha precisato.

Veronica Panarello rischia 30 anni di reclusione qualora venisse riconosciuta la sua colpevolezza: prossime udienze chiave il 3, 5 e 7 ottobre. Già il 7 potrebbe arrivare la sentenza con rito abbreviato. La Procura, infatti, non ha alcun dubbio nel ritenere che sia stata lei ad uccidere il figlio: ignoto il movente che l’avrebbe spinta a compiere questo gesto. Intanto gli esperti nominati dal giudice hanno messo nero su bianco che la donna non sarebbe affetta da disturbi clinicamente rilevanti, che può partecipare coscientemente al processo e che é capace di intendere e di volere. La difesa della Panarello ha anche richiesto un confronto all’americana con il suocero Andrea Stival: il primo era stato rigettato dalla Procura.

Il processo, con rito abbreviato, potrebbe concludersi entro dicembre 2016, salvo colpi di scena. Intanto é calato il gelo tra Davide Stival e la moglie chè, nel corso della precedente udienza, non hanno incrociato i loro sguardi. Oggi il marito non si è nemmeno presentato in aula. Sempre presente papà Francesco Panarello che, all’Agi, ha dichiarato: “Sono andato a trovare Veronica giovedì scorso. Vado da lei ogni settimana. E’ tranquilla e mi chiede sempre del figlio”.

Di fatto l’unica vera vittima di questa incresciosa vicenda rimane il piccolo Lorys, un bimbo di appena 8 anni ucciso nel peggiore dei modi, strangolato con delle fascette da elettricista.