E’ stata rigettata dal Gup Andrea Reale l’istanza di ammissione ai domiciliari, presentata dall’avvocato Francesco Villardita, per la sua assistita Veronica Panarello, condannata il 17 ottobre scorso a 30 anni di reclusione con l’accusa di aver strangolato il figlio Lorys con delle fascette da elettricista e poi di averne occultato il cadavere in un canalone a Santa Croce Camerina. Quella maledetta mattina del 29 novembre 2014, dunque, Veronica Panarello avrebbe fatto tutto da solo: ancora ignoto il movente del tragico gesto.

Veronica Panarello, negati gli arresti domiciliari

L’istanza presentata dal suo difensore – annunciata da Simone Toscano, inviato della trasmissione televisiva “Quarto Grado” – è stata dichiarata inammissibile per mancata notifica agli avvocati delle parti offese. Dunque non sarebbe stata comunicata né al legale di Davide Stival, Daniele Scrofani, né a quello di Andrea Stival, Francesco Biazzo.

Veronica Panarello condannata a 30 anni di reclusione

Veronica Panarello, quindi, resta in carcere nonostante continui a puntare il dito contro il suocero Andrea Stival, accusato di aver avuto una relazione extraconiugale con lei. Dichiarazioni che, però, non trovano alcuna conferma nelle indagini della Procura di Ragusa: il nonno di Lorys, tra l’altro, ha sempre smentito ogni coinvolgimento nella delicata e tragica vicenda che ha portato alla morte di un bimbo di 8 anni.