E’ il 9 dicembre 2014 quando Veronica Panarello, la madre del piccolo Lorys, viene fermata per l’omicidio del figlio, dopo un lungo interrogatorio. Da quel momento sono trascorsi 2 anni. Il 10 novembre 2015 la svolta: Veronica Panarello cambia versione e confessa al marito di non aver portato il figlio a scuola. Dopo 7 giorni ancora un’altra verità: il figlio è morto per un incidente. Stava giocando con delle fascette da elettricista e, così, si è ucciso da solo.

Veronica Panarello accusa il suocero Andrea Stival

Il 14 dicembre 2015 è cominciato il processo, con rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica, che ha visto protagonista non solo Veronica Panarello ma anche il suocero Andrea Stival. L’11 febbraio 2016, infatti, in una dichiarazione choc la Panarello accusa il suocero di aver ucciso Lorys poiché aveva scoperto la loro (presunta) relazione extraconiugale. Il suocero nega tutto ma il 17 febbraio viene indagato come atto dovuto.

Veronica Panarello condannata a 30 anni di carcere

In carcere, Veronica, si finge pazza, sale sulla sedia, canta, dice cose sconclusionate. Ma è la perizia a sconfessarla: Veronica Panarello è capace di intendere e di volere e può partecipare coscientemente al processo. Nessuno sconto di pena, nessun proscioglimento. Il 17 ottobre il Gup di Ragusa la condanna a 30 anni di reclusione. Eppure la vicenda è destinata a continuare: la difesa potrebbe fare ricorso già nei prossimi mesi.