Aveva fatto parecchio scalpore l’assegnazione negli scorsi giorni di un posto da insegnante di ruolo presso una scuola romana a Giovanni Scattone. L’uomo, condannato per l’omicidio di Marta Russo commesso nel 1997, ha ormai scontato la sua pena e può tornare al ruolo di educatore. Una decisione molto contestata che ha incontrato la ferma opposizione da parte della madre della vittima e così oggi è arrivata la rinuncia da parte dell’uomo.

Giovanni Scattone ha annunciato la sua rinuncia al posto da insegnante di psicologia all’Istituto professionale Einaudi di Roma. L’uomo, ormai quasi cinquantenne, ha comunicato ai media la sua decisione: “Se la coscienza mi dice di poter insegnare, la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all’incarico”.

In compagnia del suo legale Giancarlo Viglione, Giovanni Scattone ha fatto sapere di aver preso la sua sofferta decisione di rinuncia: “Con grande dolore ed amarezza ho preso atto delle polemiche che hanno accompagnato la mia stabilizzazione nella scuola con conseguente insegnamento nell’oramai imminente anno scolastico. Il dolore e l’amarezza risiedono nel constatare che, di fatto, mi si vuole impedire di avere una vita da cittadino normale”.

Scattone tiene inoltre a precisare che: “Ho rispettato, pur non condividendola, la sentenza di condanna, la quale mi consentiva, tuttavia, di insegnare. Ed allora sarebbe stato da Paese civile rispettare la sentenza nella sua interezza”.

Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Scattone aveva infatti già ripreso a insegnare nel 2011, quando ottenne una supplenza presso il liceo scientifico Cavour di Roma, proprio lo stesso istituto frequentato da Marta Russo anni prima. Anche allora non erano mancate le polemiche e anche in quel caso l’uomo aveva deciso di rinunciare al posto, dimettendosi “per salvaguardare i suoi alunni”.

Giovanni Scattone ha aggiunto inoltre: “Così questo Paese mi toglie anche il fondamentale diritto al lavoro. Dopo la tragedia che mi ha colpito solo la speranza mi ha dato la forza di andare avanti. Anche oggi vivrò con la speranza che un giorno la parte sana di questo Paese, che pure c’è ed è nei miei tanti ex alunni che in questi giorni mi sono stati vicini e nella gente comune che mi ha manifestato tanta solidarietà, possa divenire maggioranza”.