Raffaele Sollecito non verrà risarcito per ingiusta detenzione. A deciderlo è stata la Corte d’Appello di Firenze che ha rigettato la richiesta di un risarcimento di 516mila euro presentato da Sollecito che ha trascorso quattro anni in carcere da innocente, così come stabilito dalla Cassazione, per l’omicidio di Meredith Kercher. Stando alle prime informazioni trapelate, i giudici avrebbero ritenuto contraddittorie le dichiarazioni di Raffaele Sollecito nella prima fase delle indagini.

Raffaele Sollecito: “Sono sbigottito”

Immediato il commento di Raffaele Sollecito: “Credevo di avere già vissuto le pagine più nere della giustizia italiana ma devo prendere atto che la mia durissima detenzione sarebbe giustificata. La Cassazione, però, aveva sottolineato l’esistenza di gravissime omissioni in questo processo e di défaillance investigative”. Poi ha aggiunto: “Non è mai stato chiesto il mio esame in tribunale né gli inquirenti hanno rispettato i miei diritti civili e costituzionali durante gli interrogatori. Il clima in questura era febbrile e violento, chiunque avrebbe firmato qualsiasi cosa gli fosse sottoposto. Alla fine mi hanno firmare dichiarazioni con frasi non mie“. 

Raffaele Sollecito condannato e poi assolto

Una vicenda complessa quella di Raffaele Sollecito che l’ha visto condannato in primo grado, nel 2009, a 25 anni di carcere con l’accusa di omicidio; nel 2011 è stato assolto e scarcerato dalla Corte d’Assise d’appello per non aver commesso il fatto. Svolta nel 2013 quando la Cassazione ha annullato la sentenza assolutoria d’appello rinviando gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze che lo ha condannato a 25 anni. Infine è arrivata l’assoluzione della Cassazione il 27 marzo 2015.