La conferma delle supposizioni degli inquirenti è arrivata oggi alla quattro del mattino, dopo un serrato interrogatorio: l’autore dell’omicidio di Motta Visconti sarebbe proprio il marito, Carlo Lissi, che avrebbe ucciso la moglie Maria Cristina Omes, 38 anni, e i due figli di 5 anni e 20 mesi, ritrovati sgozzati nella notte del 14 giugno.

Il racconto dell’uomo non avrebbe convinto i carabinieri, i quali in seguito ai primi sopralluoghi e alle indagini preliminari hanno trovato numerose discrepanze rispetto alla scena del delitto rinvenuta nella villa in provincia di Milano. Lissi, che aveva dichiarato di essere tornato a casa dopo aver visto la partita Inghilterra – Italia insieme ad alcuni amici, avrebbe infatti inscenato una rapina facendo ritrovare aperta la cassaforte, priva di una piccola somma di denaro.

A insospettire gli investigatori, è stata la mancanza di tracce di infrazione e dell’arma nelle immediate vicinanze dei cadaveri, nonché la ferocia del misfatto, che non ha risparmiato neanche il più piccolo dei due bambini. Sentito prima più volte come testimone, dopo alcuni colloqui con i vicini di casa, che hanno parlato di gravi tensioni all’interno della coppia, Lissi è stato fermato e dopo una lunga notte avrebbe finalmente confessato il folle gesto.

Si cerca ora di comprendere il movente dell’atroce delitto: secondo alcune indiscrezioni l’uomo era impegnato in una relazione extraconiugale con una collega di lavoro. Trasferito nel carcere di Pavia, Lissi durante la confessione avrebbe chiesto il massimo della pena per le sue colpe.

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