Alla fine una svolta nelle indagini sul brutale omicidio di Hélène Pastor, la ricca ereditiera monegasca uccisa mentre si trovava in viaggio con la sua auto a Nizza il 6 maggio scorso. In manette la figlia e il genero di una delle donne più ricche del Principato.

Una ventina di persone sono state fermate nel sud e nell’ovest della Francia, con l’accusa di aver partecipato all’organizzazione dell’agguato e al successivo omicidio di Hélène Pastor, 77 anni, raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco mentre era in macchina con il suo autista, Mohamed Darwich, 64 anni, al momento di lasciare l’ospedale l’Archet di Nizza, dove l’ereditiera era andata a trovare il figlio ricoverato. L’autista era morto pochi giorni dopo l’agguato, Hélène, ereditiera della famiglia di costruttori che hanno praticamente “creato” il Principato di Monaco, era molto vicina ai Grimaldi, deceduta nel pomeriggio del 21 maggio.

L’arresto della figlia e del genero della vittima rimette in discussione il movente del delitto che, secondo i media francesi, in un primo tempo vedeva come pista privilegiata quella della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta calabrese, visti gli interessi in Costa Azzurra.