Il mistero sulla morte di Giulio Regeni, lo studente friulano ritrovato morto a Il Cairo, si infittisce. Durante le perquisizioni a casa del dottorando italiano non sono infatti stati ritrovati il computer e l’iPad del giovane. Anche il cellulare è irreperibile. La squadra di investigatori italiani inviata dalla Farnesina ha chiesto alle autorità egiziane di avere accesso ai dispositivi ma finora non ha ricevuto risposta. Resta da accertare se è stata la polizia egiziana a sequestrare il computer e l’iPad di Giulio Regeni o se i dispositivi siano ancora in mano ai suoi assassini, gli stessi che lo hanno torturato per ore fino a procurargli la morte.

Un altro punto poco chiaro dell’intricata vicenda riguarda il ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni. Inizialmente si era parlato del rinvenimento in un fosso ma gli inquirenti italiani hanno scoperto che il cadavere è stato gettato da un cavalcavia e che non ci sono fossi nell’area. Le autorità egiziane hanno fornito versioni contrastanti sul ritrovamento del corpo: dal tassista in panne che ha notato il cadavere, alla squadra di operai che lo ha trovato per caso durante un sopralluogo telefonando alla polizia.

Intanto i genitori di Giulio Regeni attendono di conoscere la verità sull’omicidio del figlio. Nelle scorse ore sono stati sentiti anche gli amici: Amr Assad, Noura Whaby e due italiani. Tra questi Gennaro, il giovane che doveva incontrare Giulio quella tragica sera del 25 gennaio. Sentito dagli inquirenti Gennaro ha riferito che il telefonino di Giulio ha squillato per qualche minuto a vuoto prima di essere staccato.

Giulio Regeni, mentre l’amico lo contattava, probabilmente era già nelle mani dei suoi aguzzini. Potrebbe essersi trattato di qualcuno che lo ha scambiato per una spia per via delle ricerche che stava conducendo per la sua tesi. Secondo i familiari Giulio però non temeva per la sua vita e non era preoccupato per la sua sicurezza perché non stava conducendo ricerche a rischio. A questo punto non è escluso che le indagini si estendano anche al di fuori dell’Egitto per risalire ai contatti di Giulio in altri Paesi e cercare di fare luce sul movente del brutale assassinio.