Gabriele Defilippi è una “figura camaleontica” come lo ha definito il suo legale Pierfranco Bertolino. Una figura con tante facce che aveva relazioni con Gloria Rosboch, Roberto Obert, ma anche con una studentessa toscana, Laura, e una vedova Claudia. Tra i nomi fatti in questi giorni c’è anche quello della maestra di Ceresole Reale. Lei si chiama Marzia Latello ed è diventata famosa perché è finita sul palco dell’ultimo Sanremo perché lavora nella scuola più piccola d’Italia.

Lui negli interrogatori racconta che “lei ha sempre cercato una situazione particolare con me ed è per questo che la storia è finita. Abbiamo avuto una relazione sentimentale. A lei però non ho mai chiesto soldi“. Un punto di vista quasi opposto a quello di Marzia Latello secondo cui “all’epoca ero sposata, molto più grande di lui. La nostra è stata la frequentazione di due persone accomunate da sofferenze che la vita aveva riservato a entrambi. Mai accorta di piacergli. I ragazzi a quell’età fantasticano sempre sull’insegnante…”. Tra di loro c’è stata solo “un’amicizia e una frequentazione intense, non certo una relazione. Non siamo mai stati insieme“, e la rottura del rapporto sarebbe arrivata qualche settimana più tardi, ad opera della donna – “stavo ferendo mio marito senza motivo, dovevo salvare il mio matrimonio“.

Perde forza la ricostruzione fatta da Defilippi sull’omicidio Rosboch. I carabinieri hanno aperto la cassetta di sicurezza di Roberto Obert e non hanno trovato traccia dei 187.000 euro rubati alla Rosboch. Ora per il ventiduenne sarà più difficile sostenere che “una volta ottenuto i soldi” dalla sua ex-professoressa, “li ho consegnati a Roberto perché lui sapeva come gestirli e me li avrebbe dati all’esigenza. Sono stato fregato“.

negli ultimi tempi Defilippi aveva una relazione con una studentessa marocchina di 20 anni Sofia Sabhou. Il suo grado di coinvolgimento in questa triste vicenda deve ancora essere approfondito. Lei ora è in Marocco, ma bisogna capire perché la madre del Defilippi si trovava a poca distanza della casa della ragazza in quel fatidico 13 gennaio in cui è stato compiuto l’omicidio Rosboch. Cosa ci faceva lì? E poi di chi era la voce femminile che si spacciava per  la “dottoressa De Martino“, inesistente direttrice della San Paolo di San Giusto Canavese, con la Rosboch, con il solo scopo di rassicurarla che i 187.000 euro truffati erano stati versati. Gabriele ha detto che “La voce femminile era la mia acutizzata“, ma gli inquirenti non gli hanno mai creduto.