Sono stati sentiti diversi testimoni durante l’inchiesta relativa all’omicidio Rosboch. L’interrogatorio più delicato probabilmente è stato quello del fratellino di Gabriele Defilippi. Un ragazzino di 13 anni con un passato molto complicato è un presente se possibile ancora più difficile, visto che la madre ed il fratello – tutto il suo mondo – sono in carcere per l’omicidio Rosboch.

Per questo le domande del nucleo investigativo dei carabinieri sono state fatte con l’ausilio di uno psicologo. Cosa ha detto? “Mia madre e mio fratello si erano chiusi in bagno, ma io ho visto che bruciavano delle banconote“. Potrebbero essere una parte dei soldi sottratti alla famiglia di Gloria Rosboch, ma potrebbero anche essere dei facsimili come quelli che Roberto Obert ha distrutto dopo l’omicidio e che potrebbe legare Gabriele Defilippi ad un’altra storia nera, l’omicidio di Pierpaolo Pomatto avvenuto il 18 gennaio, cinque giorni dopo la scomparsa e la morte di Gloria, e ritrovato con un colpo di pistola alla testa e circondato da banconote false.

Il ragazzino ora vive con il padre, Sergio M., e la nonna, dal 18 febbraio, il giorno prima dell’arresto del fratello, della madre e di quell’amico di famiglia, Roberto Obert che li frequentava da sempre. L’avvocato Andrea Bertano – assiste Sergio M. – spiega che “Abbiamo fatto istanza per ottenere il dissequestro dei vestiti e dei suoi giocattoli. Quel giorno infatti suo padre è riuscito a portar via solo poche cose e di fretta“. Il fratellino ha avuto un ruolo anche nello sconfessare l’alibi di Gabriele relativo al pomeriggio del 13 gennaio. Gabriele aveva detto di essere stato tutto il pomeriggio con il fratellino, e la madre aveva confermato le sue parole. Ma poi era stato smentito dal compagno della donna, Silvio Chiappino: “Il piccolo quel pomeriggio era da mia madre. Non era una cosa abituale“.

In questi giorni è stata ascoltata anche l’ultima fidanzata di Gabriele, Sofia Sabhou, che si è presentata spontaneamente per chiarire la sua posizione – e ha consegnato il suo cellulare. Si cerca anche di capire se la “telefonista” della truffa alla professoressa Rosboch, Efisia Rossignoli, abbia avuto un ruolo nell’omicidio – visto che il 13 gennaio ha avuto diversi contatti telefonici con Defilippi. Sono anche riprese le ricerche della pistola con cui Gabriele avrebbe minacciato il fratellino il giorno in cui aveva visto lui e la madre bruciare le banconote, e che  Roberto Obert dice di aver sepolto nei boschi di Barbania.