Si chiamava Pierpaolo Pomatto, aveva 66 anni ed era un pregiudicato con precedenti per truffa, estorsione e furto – è stato coinvolto pure in processo legato a Prima Linea ma ne era uscito pulito. Tra le 10 e le 10 e mezza di sera del 18 gennaio qualcuno lo ha costretto a scendere dalla sua auto e lo ha fatto inginocchiare lungo il canale che scorre nelle campagne di Vesignano – una frazione di Rivarolo Canavese – e poi lo ha freddato con un colpo di pistola alla testa. Per questo delitto è stato arrestato Mario Perri – un pregiudicato di 55 anni.

Cosa c’entra questa storia con l’omicidio Rosboch? Gabriele Defilippi l’assassino della professoressa di Castellamonte potrebbe offrire una svolta alle indagini su quest’altro episodio di sangue, perché come conferma Roberto Obert – il complice di Defilippi nell’omicidio Rosboch – tra il 13 ed il 14 gennaio, il giovane avrebbe consegnato al suo amante una pistola “che avevo già visto in casa sua“. L’”arma era una semiautomatica e i proiettili erano simili a quelli in uso forze di polizia“. Obert ha anche indicato agli inquirenti il luogo dove avrebbe sepolto l’arma, che secondo il racconto di Defilippi sarebbe l’arma usata per uccidere Pierpaolo Pomatto. Un primo sopralluogo sul posto indicato da Obert non ha dato esito – a breve si prevede un bis con l’uso di metal detector.

Da considerare il fatto che c’è un altro elemento che lega le due storie. Insieme alla pistola, il giovane avrebbe consegnato ad Obert anche una “busta piena di banconote fasulle da 50 e 100 euro” che il suo amante ha poi bruciato. L’assassino del pregiudicato aveva coperto il corpo della sua vittima con banconote false da 50 euro.

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