Sono state rese note le motivazioni della sentenza, che ha portato alla conferma dell’ergastolo, per Sabrina e Cosima Misseri, accusate di aver ucciso Sarah Scazzi. Sabrina Misseri, nello specifico, secondo i giudici, “non merita sconti di pena per le modalità commissive del delitto” e soprattutto per la “fredda pianificazione di una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati” all’omicidio della povera vittima. Tra l’altro, Sabrina Misseri avrebbe “strumentalizzato i media” e, dunque, “deviato le investigazioni verso piste fasulle”. Nessuno, all’inizio, poteva mai ipotizzare che – dietro al delitto – ci fossero addirittura la cugina e la zia a cui Sarah Scazzi era profondamente legata.

Sono 200 le pagine di motivazioni depositate proprio oggi in cui si respingono seccamente le attenuanti generiche richieste dai difensori di Sabrina Misseri. Lo sconto di pena è stato negato dalla Cassazione anche per Comiso Serrano, la zia della vittima che, anziché placare “l’aspro contrasto sorto” probabilmente per futili motivi, “si è resa protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando materialmente alla fase commissiva del delitto”.

Mamma e figlia avrebbero agito con “concorso sinergico”: l’una avrebbe posto in essere “la specifica azione di soffocamento da dietro della vittima” mentre l’altra le avrebbe inibito “ogni tentativo di difendersi e ogni chance di fuga”. Una fine atroce per un’anima innocente qual era, appunto, Sarah Scazzi.