Si aggiunge un altro tassello alla verità sulla morte della 19enne di Biancavilla, Valentina Salamone, che secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa la notte del 24 luglio 2010 in una villetta di Adrano, nel Catanese. A toglierle la vita – secondo l’accusa – il 32enne Nicola Mancuso, un uomo sposato con tre figli con il quale la Salamone avrebbe avuto una relazione.

Valentina Salamone aveva 19 anni

Un omicidio – inizialmente archiviato come un semplice suicidio – verificatosi al termine di una festa a base di alcol e droga. Il movente sarebbe da ricercare nella gelosia della Salamone verso Nicola Mancuso (ora in carcere) che, proprio la sera in cui sarebbe stata uccisa, avrebbe rivolto attenzioni ad un’altra donna. “Mi hanno ucciso una figlia di 19 anni restituendoci il suo corpo come un pacco postale pieno di lividi in braccia e gambe. Lei che amava la vita, che ballava, che voleva fare di tutto. Impossibile credere al suicidio. Se è stato lui, deve andare all’ergastolo” ha dichiarato il papà della vittima, Antonino Salamone. “La nostra vita è cambiata, noi andiamo avanti solo per avere giustizia” ha concluso.

Valentina Salamone, oggi udienza a Catania

Stamattina, infatti, è stato sentito Luca Beraldo, all’epoca comandante del nucleo operativo della compagnia di Paternò: il primo che sequestrò la villetta, che sentì i familiari di Valentina Salamone e che segnò una svolta alle indagini. “Valentina era particolarmente presa dal Mancuso, al punto che gli disse che era incinta così da costringerlo a prendere una decisione (a lasciare la moglie, ndr) […] Era una situazione più grande di lei ha dichiarato Beraldo in aula, incalzato dalle domande del legale della famiglia Salamone, della difesa dell’imputato e del pm.