Il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo per Fabio Di Lello, il 34enne che – a Vasto – ha freddato l’uomo che ha investito sua moglie uccidendola. Una vendetta che lo ha spinto ad impugnare una pistola, ad assassinarlo davanti ad un bar e poi a costituirsi ai carabinieri. L’arma del delitto, invece, come ricorderete, l’ha lasciata sulla tomba della moglie Roberta: una morte che Fabio non era riuscito ad accettare. Da mesi, infatti, covava vendetta e non riusciva più a sopportare l’idea di dover vedere in giro l’uomo che aveva ucciso la donna della sua vita.

Omicidio Vasto, l’accusa è di omicidio volontario premeditato

Ora Fabio Di Lello deve rispondere di omicidio volontario premeditato ai danni del 22enne Italo D’Elisa, ucciso con tre colpi di pistola calibro 9. Alla Corte d’Assise l’assassino ha reso dichiarazioni spontanee: “Amore per mia moglie e follia per quanto successo in quel momento, per il grande dolore che avevo in quel periodo. Sono pentito e dispiaciuto per quanto ho fatto” ha detto Di Lello. “Non c’è stata nessuna premeditazione visto che l’imputato ha incontrato D’Elisa casualmente” hanno aggiunto i suoi difensori.

Omicidio Vasto, l’assassino si è pentito

Il processo – con rito abbreviato – è stato rinviato al 24 marzo quando i legali di Fabio Di Lello avranno diritto di replica.