“Aveva quel solito sguardo di sfida. Allora ho fatto inversione di marcia. Lui si era fermato al bar. Così ho parcheggiato e sono sceso. Ma non per ucciderlo, solo per parlargli”, queste le parole di Fabio Di Lello per bocca del suo legale. Fabio, infatti, non ne poteva più di vedere in giro per il paese l’uomo che il 1° luglio 2016 aveva ucciso sua moglie Roberta, investendola con l’auto. Non ne poteva più, dice lui, delle continue sfide lanciate dall’assassino di sua moglie. “Mi ha sfidato e non c’ho più visto” ha tuonato.

Vasto, la moglie di Fabio uccisa in un incidente

“Hai ancora il coraggio di farti vedere in giro?” avrebbe detto Di Lello ad Italo D’Elisa che, intanto, si era fermato in un bar di Vasto, in provincia di Chieti. “Lasciami stare, non puoi farmi nulla” avrebbe replicato il ragazzo, così come riferisce “Il Messaggero”. Una risposta che avrebbe mandato su tutte le furie Fabio Di Lello il quale, tornando in macchina, ha preso la pistola e l’ha ucciso. Poi è andato al cimitero per poggiare sulla tomba della moglie l’arma del delitto. Infine si è costituito ai carabinieri.

Vasto, Fabio Di Lello deteneva regolarmente una pistola

Fabio Di Lello deteneva regolarmente la pistola usata per compiere il delitto: a scatenare le polemiche un’indiscrezione secondo cui il marito di Roberta avrebbe acquistato l’arma subito dopo la morte della moglie, quando era in cura psichiatrica e sotto effetto di psicofarmaci.