Per l’opinione pubblica l’”Ignoto 1“, l’uomo a cui la procura di Bergamo collegava il dna ritrovato sugli slip e sui leggins di Yara Gambirasio è diventato Massimo Bossetti il 16 giugno 2014. Proprio un anno fa, con un comunicato stampa, il ministro dell’Interno Angelino Alfano annunciava che “le forze dell’ordine, d’intesa con la magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio“. Questi 365 giorni sono stati passati dal presunto omicida di Yara in prigione, in attesa del processo che dovrebbe iniziare il prossimo 3 luglio ed accertare finalmente la verità.

In particolare quattro indizi sembrano inchiodare il 44enne muratore di Mapello – secondo gli atti dell’inchiesta, è stato lui “senza ombra di dubbio” a compiere l’omicidio Yara. La prova regina, per il pm Letizia Ruggieri e per i carabinieri di Bergamo e del Ros di Brescia, è rappresentata dalle tracce di materiale biologico riconducibili a Massimo Bossetti trovate sugli slip e i leggins indossati dalla ragazzina il giorno in cui è scomparsa.

Attenzione però, anche questo dato è stato messo in discussione da Carlo Previderè, ricercatore responsabile del laboratorio di genetica forense dell’università di Pavia. Su incarico del Pubblico Ministero ha analizzato capelli e peli trovati sul corpo della donna e secondo i suoi esami il dna non corrisponderebbe a quello del muratore. Un altro punto a favore dell’accusa è stato il ritrovamento sul corpo della ragazzina e su alcuni indumenti di tracce di polveri legati all’attività edilizia – oltre a tracce di ferro e tessuti che possono essere collegate al furgone dello stesso Bossetti.

Altri indizi sono legati al rinvenimento di coltelli ed alla disponibilità di strumenti utilizzati nei cantieri che sono compatibili con l’arma del delitto – che finora non è mai stata trovata. A rafforzare il quadro indiziario, infine ci sono elementi come l’acquisto di un metro cubo di sabbia a Chignolo d’Isola, secondo l’accusa sarebbe stato “una sorta di salvacondotto” per potersi aggirare nella zona in cui è poi stato ritrovato il cadavere. Per fortuna il tempo delle congetture sembra essere finito, visto che venerdì 3 luglio inizierà il processo davanti alla corte d’Assise di Bergamo. Bossetti rischia l’ergastolo.